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Zverev contro i Masters 1000 di due settimane: «Non potete obbligarci a giocare: è una sciocchezza»

03/08/2026
Zverev contro i Masters 1000 di due settimane: «Non potete obbligarci a giocare: è una sciocchezza»

Alexander Zverev si presenta a Montreal con lo status di principale candidato al titolo, ma le sue parole in conferenza stampa rivelano una posizione critica rispetto alle esigenze del calendario tennistico moderno.

L'assenza contemporanea di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic ha indubbiamente facilitato il percorso del numero due mondiale verso il Masters 1000 canadese. Tuttavia, il tennista tedesco non sembra entusiasta di una simile situazione. Durante gli impegni con i media, Zverev ha sollevato la questione dei tornei ravvicinati, sottolineando come il circuito imponga pressioni eccessive ai giocatori.

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La posizione del campione olimpico tocca un nervo scoperto nel tennis professionistico contemporaneo. Il calendario sempre più fitto, con Masters 1000 concentrati a distanza di due settimane, costringe gli atleti a scelte difficili tra partecipazione e recupero fisico. Zverev non ha utilizzato giri di parole per esprimere il suo pensiero, definendo come una "sciocchezza" l'obbligo implicito di partecipare a tutte le competizioni previste dal calendario.

Il tennista tedesco sottolinea come i giocatori non dovrebbero essere vincolati a disputa forzosa di appuntamenti tanto ravvicinati. Si tratta di una critica più ampia che travalica la sua singola situazione e coinvolge il modello organizzativo dell'intero circuito ATP.

Nonostante le critiche al sistema, Zverev si presenta comunque a Montreal pronto a competere. La sua presenza all'evento canadese, pur in assenza dei principali rivali, rappresenta un'occasione significativa per il tedesco di consolidare la propria posizione nella gerarchia mondiale e cercare il successo in uno dei tornei più prestigiosi della stagione.

La questione sollevata da Zverev alimenta il dibattito ricorrente nel tennis professionale sulla sostenibilità del calendario per i giocatori, specialmente considerando i carichi fisici e mentali che comporta la competizione ai massimi livelli. Le sue dichiarazioni offrono uno spaccato delle frustrazioni che caratterizzano il circuito contemporaneo, dove gli impegni competitivi spesso prevalgono sui tempi di recupero.

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