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Savoldelli: “Le squadre preferiscono un sesto posto al Tour che provare a vincere il Giro. Non avevo mai visto Pogacar così magro”

05/08/2026
Savoldelli: “Le squadre preferiscono un sesto posto al Tour che provare a vincere il Giro. Non avevo mai visto Pogacar così magro”

Paolo Savoldelli torna a parlare del ciclismo contemporaneo e non lesina critiche sulla gestione strategica delle squadre professionistiche. L'ex corridore, che ha vinto il Giro d'Italia nel 2002 e nel 2005, ha condiviso le sue considerazioni durante un intervento in televisione su Bike Today, trasmissione del canale YouTube di OA Sport.

Al centro della discussione le prestazioni straordinarie di Tadej Pogacar e gli ultimi sviluppi del Tour de France. Savoldelli ha affrontato il tema della disparità di ambizioni tra le corse a tappe italiane e francesi, evidenziando una tendenza preoccupante nel mondo delle corse ciclistiche.

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Secondo l'opinione di Savoldelli, molte squadre WorldTour ormai preferiscono consolidare una posizione modesta al Tour piuttosto che impiegare risorse e energie per tentare di vincere il Giro d'Italia. Questa scelta strategica rappresenterebbe una riflessione della mutata priorità nel calendario ciclistico internazionale. Una considerazione che tocca un nervo scoperto della Grande Boucle, in cui il sesto posto è ritenuto più vantaggioso dalle organizzazioni ciclistiche rispetto alla vittoria sulla corsa italiana.

L'attenzione di Savoldelli si è concentrata inoltre sulle condizioni fisiche di Pogacar. L'ex campione ha commentato lo stato atletico del corridore sloveno durante il Tour, sorprendentemente incredulo di quanto il corridore sia magro. Savoldelli ha dichiarato di non aver mai visto Pogacar in queste condizioni fisiche, un dettaglio che testimonia ulteriormente la dedizione e la preparazione meticolosa dedicata alla Grande Boucle.

Le considerazioni di Savoldelli offrono una prospettiva critica su come il ciclismo moderno sia cambiato rispetto agli anni in cui lui era competitivo. La sua esperienza diretta di vincitore di due Giri d'Italia gli consente di valutare con autorità i cambiamenti nelle dinamiche delle squadre e nelle priorità delle corse.

Le osservazioni sul calo di prestigio del Giro e sulla preparazione esasperata degli atleti che competono nel Tour alimentano il dibattito sulla direzione futura del ciclismo professionistico. Rimane comunque evidente che Pogacar continua a rappresentare uno standard di eccellenza atletica difficile da eguagliare, indipendentemente dalle considerazioni strategiche che muovono le scelte delle squadre.

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