A pochi giorni dall'inizio degli US Open, le condizioni fisiche di Jannik Sinner continuano a destare perplessità nell'ambiente tennistico. Il numero uno al mondo arriverà a New York senza aver giocato nei principali tornei preparatori sul cemento americano, una scelta che ha attirato critiche e considerazioni da parte di esperti come Greg Rusedski, il quale non ha nascosto le sue preoccupazioni circa lo stato di forma dell'altoatesino in vista dello Slam newyorchese.
L'assenza dai test preparatori
SponsorContarContabilità in cloudFatture, scadenze e conti della tua attività, senza pensieri.Scopri →La decisione di Sinner di saltare i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati rappresenta un elemento di sorpresa nel calendario del numero uno mondiale. Tradizionalmente, i giocatori di punta utilizzano questi tornei come ultimi step preparatori prima di affrontare l'ultimo Grande Slam della stagione. L'azzurro, invece, si presenterà sul cemento dello US Open senza aver disputato alcuna partita ufficiale su questa superficie nelle settimane immediatamente precedenti il torneo. Si tratta di una situazione tutt'altro che ordinaria per un atleta del livello di Sinner, che ha dominato la stagione ma che ora si trova a fronteggiare una preparazione atipica rispetto agli standard consolidati.
Le preoccupazioni di Rusedski
L'ex tennista britannico Greg Rusedski, che conosce bene le dinamiche dei grandi tornei avendo raggiunto la finale dello US Open nel 1997, non ha lesinato critiche verso questa gestione. Secondo Rusedski, la situazione presenta elementi di vera preoccupazione: l'assenza di competizioni preparatorie è vista come un segnale che accende interrogativi sulle condizioni effettive del giocatore italiano. Lo storico britannico ha infatti sottolineato come non sia raro che in questi casi gli addetti ai lavori comincino a farsi domande più o meno esplicite circa lo stato di salute dell'atleta interessato. Non si tratta di semplice curiosità, ma di una prassi consolidata nel mondo del tennis professionistico, dove ogni scelta tattica legata al calendario viene scrutinata attentamente.
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La scelta di Sinner assume ancora più rilievo considerando come fino a questo momento il campione italiano abbia dominato la stagione con una sequenza di risultati straordinari. Tuttavia, il percorso verso gli US Open 2024 è stato caratterizzato da alcuni momenti di incertezza fisica che potrebbero aver influenzato le decisioni dello staff tecnico. Preparare uno Slam rimane sempre una questione delicata di equilibrio: da un lato c'è la necessità di riprendere il ritmo agonistico attraverso il gioco competitivo, dall'altro quella di proteggere l'integrità fisica dell'atleta evitando rischi inutili. Nel caso di Sinner, è probabile che la scelta del team sia stata guidata dalla volontà di gestire alcune problematiche fisiche senza esporre il giocatore a ulteriori sollecitazioni.
Cosa aspettarsi a New York
L'arrivo di Sinner agli US Open sarà dunque osservato con particolare attenzione, non solo per le sue ambizioni di vittoria ma anche per verificare se la mancata preparazione sul cemento nordamericano rappresenterà un fattore determinante nel suo rendimento. Il numero uno mondiale dovrà dimostrare di riuscire a trovare il ritmo giusto sin dalle prime partite della competizione, affidandosi all'esperienza accumulata in stagione e al lavoro svolto in allenamento. I prossimi giorni a New York diranno se la strategia di Sinner avrà pagato oppure se gli osservatori come Rusedski avevano ragione a nutrire dubbi. Una cosa è certa: tutti gli occhi saranno puntati sui movimenti e le prestazioni dell'azzurro già dalle prime fasi del torneo.