Alpe d'Huez sorride a Carapaz, Pogačar e Evenepoel si dividono le dichiarazioni
Richard Carapaz non smette di vincere. L'ecuadoregno centra il bis in tre giorni aggiudicandosi la ventesima tappa del Tour de France 2026 sull'iconico Alpe d'Huez, una delle ascese più prestigiose della Grande Boucle. A favore di Carapaz gioca il capitombolo di Sepp Kuss che, colpito dalla sfortuna, cade durante la salita e vede sfumare l'occasione di provare a fare la differenza in una giornata che sembrava potesse essere sua.
SponsorSportsWire APIAPI notizie sportiveIntegra le notizie sportive nel tuo sito o app.Scopri →La tappa rappresenta un momento di grande rilievo nella corsa francese, con protagonisti assoluti che rivelano le proprie sensazioni nel dopo gara. Pogačar, al contrario di quanto si sarebbe potuto immaginare, non guarda con rabbia ai risultati della giornata. Lo sloveno, da leader indiscusso della corsa, accetta con spirito di squadra il ruolo di supporto per Isaac, ribadendo come sia un privilegio poter mettere la propria forza al servizio della strategia tattica della propria formazione. Un atteggiamento che racconta di quanto siano cambiate le dinamiche interne ai team e quanto il concetto di gerarchia sia fluido anche tra i più forti.
Diversa la carica di Evenepoel, che sulle pendici dell'Alpe d'Huez trova occasione per lanciare un messaggio a chi in passato non ha riposto fiducia totale nelle sue capacità. Il belga non nasconde una certa soddisfazione nel dimostrare che i dubbi altrui fossero infondati, affidandosi alle proprie risorse sia fisiche che mentali in una frazione che mette a dura prova ogni corridore che si rispetti.
La ventesima tappa si conferma dunque come un banco di prova importante dove emergono caratteri diversi e approcci differenti alle gare di grande importanza. Carapaz consolida ulteriormente la propria posizione con una seconda vittoria che testimonia una forma scintillante in questa fase cruciale della corsa. Kuss, nonostante il contraccolpo della caduta, rimane un elemento chiave delle dinamiche generali del Tour, mentre attorno ai big della corsa continuano a circolare le voci sugli equilibri fragili che caratterizzano ogni edizione della Grande Boucle.