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Paura Djokovic, si sente male in campo ed esce subito a Cincinnati: "Ho un problema che da anni..."

16/08/2026
Paura Djokovic, si sente male in campo ed esce subito a Cincinnati: "Ho un problema che da anni..."

Momento di apprensione al Masters 1000 di Cincinnati: Novak Djokovic si ritira durante il match contro il cileno Alejandro Tabilo, numero 50 del ranking mondiale, dopo aver accusato un malore in campo. Il campione serbo ha dovuto abbandonare la competizione per problemi fisici che, a suo dire, lo tormentano da diversi anni.

L'accaduto al Queen City Tennis Center

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La partita tra il campione serbo e lo statunitense Tabilo si è trasformata da subito in una sorta di battaglia fisica anziché meramente tennistica. Già nei primi game, Djokovic ha iniziato a mostrare segni di disagio, con il volto che tradiva una chiara sofferenza. Proseguendo il match, la situazione è peggiorata progressivamente: il fuoriclasse balcanico ha dovuto interrompersi più volte, cercando di riprendere fiato e composizione, ma il malessere si è rivelato insormontabile. Quando il disturbo ha raggiunto il culmine, Djokovic ha ceduto alla necessità di abbandonare il campo, ritirandosi dalla competizione e consegnando così una vittoria che difficilmente il numero 50 del mondo avrebbe potuto conquistare con il suo tennis.

Un problema cronico

Secondo le dichiarazioni dello stesso serbo, il disturbo che lo ha costretto a ritirarsi rappresenta una piaga ricorrente nella sua carriera. Djokovic ha infatti rivelato di convivere con questo problema da anni, senza essere riuscito completamente a risolverlo nonostante il lavoro costante con il suo staff medico e i numerosi tentativi di correzione. Il campione ha voluto essere trasparente riguardo alla natura del malessere, spiegando che non si tratta di una semplice stanchezza passeggera, bensì di una condizione medica che periodicamente lo costringe a fare i conti con limitazioni fisiche inaspettate e frustranti.

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Implicazioni sul calendario di Djokovic

La defezione dal Masters 1000 dell'Ohio arriva in un momento delicato della stagione tennistica, con gli US Open alle porte e il Grand Slam newyorkese che rappresenta ancora uno degli ultimi grandi obiettivi per il serbo. Cincinnati costituisce tradizionalmente un'importante tappa di preparazione verso Flushing Meadows, un'opportunità preziosa per affinare il gioco e accumulare punti in classifica. La sconfitta, se così si può definire un ritiro, comporta conseguenze sia in termini di ranking che di fiducia psicologica, sebbene il ritiro stesso sia una scelta corretta dal punto di vista della gestione della propria salute.

Prospettive future

Rimane da valutare l'entità del disturbo e quanto tempo Djokovic avrà a disposizione per recuperare completamente prima dell'imminente Major statunitense. L'esperienza pluridecennale del serbo nel gestire acciaccamenti e contrattempi fisici giocherà a suo favore, così come la sua straordinaria capacità di concentrazione e determinazione. Tuttavia, l'episodio di Cincinnati rappresenta un campanello d'allarme sulla necessità di affrontare il problema strutturalmente, magari con l'aiuto di specialisti in grado di fornire soluzioni più durature. I prossimi giorni saranno decisivi per comprendere se il fuoriclasse riuscirà a presentarsi a New York nelle migliori condizioni possibili, o se dovrà affrontare la competizione ancora alle prese con le limitazioni che lo affliggono da anni.

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