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MotoGP | Joan Mir spiega perché Gresini è la scelta giusta dopo le difficoltà in Honda

31/07/2026
MotoGP | Joan Mir spiega perché Gresini è la scelta giusta dopo le difficoltà in Honda

Joan Mir guarda al futuro con rinnovato ottimismo dopo aver chiuso un ciclo difficile con Honda. Il pilota spagnolo ha deciso di voltare pagina accettando l'offerta di Gresini Racing, il team satellite di Ducati, allontanandosi così dalla struttura ufficiale della casa giapponese dove ha trascorso quattro anni tutt'altro che esaltanti.

Durante il suo periodo in Honda, Mir ha dovuto confrontarsi con una serie di ostacoli che ne hanno frenato le ambizioni. In particolare, la mancanza di chiarezza comunicativa da parte del costruttore circa il programma tecnico per la nuova era della MotoGP, caratterizzata dalle moto da 850 centimetri cubici, ha rappresentato uno dei nodi più critici della vicenda. Questa situazione ha spinto il rider a prendere una decisione drastica e autonoma, cercando altre opportunità nel paddock.

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La scelta di approdare a Gresini, dunque, non rappresenta un'opzione secondaria bensì un vero e proprio progetto costruttivo per Mir. Il trasferimento a una squadra satellite della Ducati apre nuove prospettive: il marchio di Borgo Panigale vanta infatti risorse competitive e un programma tecnico solido, elementi che hanno fatto gola al pilota spagnolo desideroso di tornare a competere ai massimi livelli.

L'accordo raggiunto prevede un contratto biennale che testimonia la fiducia reciproca tra le parti e rappresenta una base stabile su cui costruire il rilancio della carriera di Mir. Dopo anni caratterizzati da frustrazioni e risultati al di sotto delle aspettative, il rider catalano è affamato di riscatto e vede nella Gresini la giusta occasione per dimostrare di possedere ancora il talento e la determinazione che lo contraddistinguono.

La mossa rappresenta un importante ricambio nel panorama motociclistico, dove l'equilibrio tra i team ufficiali e i team satellite continua a evolversi. Per Mir si tratta non solo di un cambio di squadra, ma di una riaffermazione della propria volontà di tornare competitivo, trovando in Ducati e nella sua struttura satellite l'ambiente adatto per riscrivere una storia che in Honda non ha potuto svilupparsi pienamente.

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