Monta Ellis continua a coltivare il dibattito su quello che avrebbe potuto essere. In un'intervista rilasciata a ESPN, l'ex guardia NBA ha sostenuto con convinzione che i Golden State Warriors avrebbero comunque conquistato il titolo nel 2015 anche se lui fosse stato il principale creatore di gioco offensivo al posto di Stephen Curry. Un'affermazione che alimenta ulteriormente le discussioni su uno dei grandi "what if" della storia recente della lega.
La provocazione dall'ex compagno di squadra
SponsorAiSharpDati potenziati dall'AIFeed e analisi intelligenti per il tuo prodotto.Scopri →Ellis, che ha condiviso il roster dei Warriors con Curry nella stagione 2013-14 prima di essere ceduto ai Dallas Mavericks, ha deciso di lanciare una provocazione tutt'altro che modesta. L'ex giocatore sostiene che il talento collettivo della squadra di Golden State era talmente superiore da garantire comunque la conquista dell'anello. Una dichiarazione che parla più che altro dell'eccezionale qualità della rosa costruita da Bob Myers, dove la presenza di Klay Thompson, Draymond Green e dell'intera difesa avrebbe potuto garantire il successo indipendentemente dall'identità del playmaker principale.
È importante contestualizzare questa affermazione ricordando che Ellis e Curry divennero i protagonisti di una delle scelte più significative nella storia recente della franchigia. Nel 2012, i Warriors dovettero scegliere quale guardia mantenere. Ellis, all'epoca, era considerato il giocatore più affidabile e reduce da stagioni di buone prestazioni. Curry, invece, era ancora tormentato dai problemi alle caviglie e rappresentava un'incognita dal punto di vista della durabilità.
Il contesto della stagione 2014-15
SponsorSmartOddsAnalisi statistiche sportiveStatistiche, modelli e dati avanzati sullo sport.Scopri →L'anno in cui Golden State ha vinto il campionato rappresenta un turning point assoluto per l'NBA moderna. I Warriors hanno dominato la regular season con un record straordinario e hanno dimostrato una qualità di gioco offensiva mai vista prima. Tuttavia, il merito principale di questa rivoluzione è stato proprio lo sviluppo e l'affermazione di Curry come candidato al titolo di MVP. Il play-maker californiano ha vinto il premio per la prima volta quella stagione, grazie a prestazioni balistiche e creative di livello eccezionale.
La squadra di Gregg Popovich avversaria in finale, i San Antonio Spurs, era ancora un roster competitivo ma in declino rispetto agli anni d'oro. Gli Warriors avevano non solo il talento, ma anche l'alchimia giusta, e Curry rappresentava il catalizzatore perfetto di quella squadra. La sua capacità di creare spazi, tirare dalla lunga distanza e movimentarsi senza palla ha trasformato il modo in cui veniva inteso il gioco offensivo.
La questione della versione alternativa
Sostenere che Ellis avrebbe potuto garantire gli stessi risultati rimane un esercizio teorico affascinante ma comunque contestabile. Ellis era indubbiamente un buon giocatore: veloce, atletico, capace di andare a canestro con la penetrazione e di gestire il pallone. Tuttavia, non possedeva le qualità di tiratore di tre punti che rappresentavano il nucleo della rivoluzione offensiva di Golden State. La capacità di Curry di creare dal palleggio e di essere letale da qualunque parte del campo era già allora centrale nella visione tattica della squadra.
Il valore aggiunto di Curry non era soltanto la sua abilità balistica, ma anche il modo in cui questa capacità aveva costretto gli avversari a dilatare le difese, creando opportunità per compagni come Thompson e Green. Ellis avrebbe portato in dote solidità e penetrazione, ma avrebbe potuto compromettere la fluidità offensiva che caratterizzava quella versione dei Warriors.
Prospettive future
Le dichiarazioni di Ellis, anche se provocatorie, servono principalmente a mantenere accesa l'attenzione attorno a una decisione che si è rivelata cruciale. La storia ha scelto il suo vincitore: Curry è diventato una leggenda della lega, mentre Ellis ha avuto una carriera dignitosa ma non paragonabile. Quel 2015 rappresenta il momento in cui la scelta giusta è stata confermata dai fatti. Le speculazioni sulla versione alternativa rimangono esattamente quello che sono: interessanti curiosità storiche, nulla di più.