Mancini si racconta: ecco perché addio all'Italia nel 2023
Roberto Mancini, tornato di recente alla guida della nazionale italiana, ha parlato della sua separazione dalla Figc avvenuta tre anni fa. Il commissario tecnico ha affrontato direttamente l'argomento, riconoscendo che il rapporto con il presidente Gravina si era deteriorato nel corso del tempo.
SponsorSportsWire APIAPI notizie sportiveIntegra le notizie sportive nel tuo sito o app.Scopri →Durante un'intervista, l'allenatore ha utilizzato un'immagine emblematica per spiegare l'accaduto. Ha paragonato la propria esperienza alla perdita di una persona molto importante nella vita, sottolineando come quando si arriva a un simile punto di rottura, significa che qualcosa è andato storto in precedenza. Mancini ha indicato nella scarsa comunicazione la radice del problema che ha portato al divorzio con la federazione.
Il tecnico ha riconosciuto implicitamente che le responsabilità non erano solo da un lato. Parlando di "mancanza di comunicazione", ha lasciato intendere come il dialogo tra lui e il vertice federale si fosse progressivamente affievolito, creando distanza e incomprensioni. Un elemento che, a suo dire, risulta fondamentale in qualsiasi rapporto professionale importante.
Questa riflessione arriva ora che Mancini è stato nuovamente affidato il progetto azzurro, evidentemente con la volontà di entrambe le parti di ricominciare su basi diverse. L'addio di tre anni fa, che aveva sorpreso molti osservatori considerando i successi ottenuti con la vittoria dell'Europeo 2020, viene dunque rivisitato con una prospettiva più matura e consapevole.
Le parole di Mancini suggeriscono un bilancio sereno di quel periodo, senza recriminazioni eccessive ma con la consapevolezza che quando le cose importanti vanno male, è sempre il risultato di un degrado che si accumula nel tempo. Una lezione che il ct sembra aver assimilato e che probabilmente lo porterà a gestire diversamente questa nuova avventura con la nazionale.