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Italrugby, ora niente rivoluzioni. Quesada riparta da identità e gioco

07/10/2023
Italrugby, ora niente rivoluzioni. Quesada riparta da identità e gioco

Il nuovo corso della nazionale italiana di rugby avrà come priorità la continuità piuttosto che stravolgimenti radicali. Il nuovo commissario tecnico Quesada, che ha assunto il timone dopo Crowley, dovrà concentrarsi nel mantenere l'identità costruita nel periodo precedente, proseguendo sulla via già intrapresa.

Un elemento che gioca a favore di questa scelta strategica è la composizione anagrafica della squadra. L'età media del gruppo azzurro consente effettivamente di guardare al futuro con una certa serenità. Non si tratta di una selezione anziana che necessita di una rigenerazione strutturale, bensì di un organico con margini di crescita ancora significativi.

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La lezione che emerge dalle gestioni precedenti suggerisce che le rivoluzioni tattiche e metodologiche non rappresentano necessariamente la soluzione più efficace nel rugby internazionale. Piuttosto, è la ricerca di coerenza e di una linea di sviluppo costante a produrre risultati più stabili nel tempo. Il progetto avviato da Crowley ha gettato fondamenta su cui costruire, anziché demolire.

Per Quesada la sfida consiste nel comprendere quali elementi di questa identità consolidata mantengono validità e quali necessitano di affinamenti. Il palcoscenico del Sei Nazioni, il torneo per eccellenza del rugby europeo, rappresenterà il banco di prova naturale dove verificare se il binomio continuità-crescita funziona.

L'Italia ha già accumulato negli ultimi anni un bagaglio di esperienze internazionali che non dovrebbe andare sprecato. I giocatori hanno sviluppato una certa consapevolezza del loro ruolo all'interno di un sistema, e ricominciare da zero comporterebbe il rischio di vanificare questo capitale acquisito.

La strada tracciata è quindi quella della pazienza costruttiva. Non è la promessa di miracoli improvvisi, ma la prospettiva ragionevole di una squadra che sa dove vuole andare e dispone degli strumenti, soprattutto anagrafici, per arrivarci. Nel rugby, dove la progressione dei giovani talenti richiede tempo e continuità di metodo, questa visione potrebbe rivelarsi vincente più di tanti proclami di rivoluzione.

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