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Infantino in fuga, ripara in Marocco. Promette la finale 2030 in cambio del sostegno africano

05/08/2026
Infantino in fuga, ripara in Marocco. Promette la finale 2030 in cambio del sostegno africano

Il presidente della Fifa Gianni Infantino si è recato in Marocco per convocare una riunione straordinaria con i vertici dell'organizzazione mondiale del calcio. La mossa arriva in un momento particolarmente delicato per il numero uno federale, che si trova sotto pressione da più fronti.

Secondo quanto emerge, Infantino sta cercando di consolidare il supporto delle federazioni africane in vista dei prossimi appuntamenti calcistici internazionali. La promessa di assegnare la finale dei Mondiali 2030 al continente africano rappresenterebbe lo strumento principale per garantirsi il sostegno politico necessario a superare l'attuale fase critica.

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Le critiche nei confronti del presidente si stanno moltiplicando. Tra i detrattori più autorevoli figura il noto calciatore portoghese già vincitore del Pallone d'Oro, che ha lanciato un appello diretto alle dimissioni. Secondo il campione, gli amici americani di Infantino sarebbero disposti a offrirgli un compenso economico significativamente superiore rispetto a quello attualmente percepito in qualità di presidente della Fifa, suggerendo implicitamente che dovrebbe optare per l'uscita dalla carica.

Ma non è solo il fronte europeo a rappresentare una preoccupazione. Anche i vertici sauditi, tradizionalmente alleati di Infantino soprattutto in relazione agli investimenti nel calcio mondiale, avrebbero iniziato a distanziarsene, riducendo il consenso sul quale il presidente poteva contare fino a poco tempo fa.

La fuga in Marocco appare quindi come una strategia volta a blindare il consenso nel continente africano proprio nel momento in cui altre importanti sponde politiche si stanno ritirando dal sostegno. L'assegnazione della finale mondiale rappresenterebbe un elemento di negoziazione rilevante per mantenere coese le federazioni africane intorno alla sua leadership.

Lo scenario che emerge è quello di un Infantino circondato, che tenta di giocare la carta africana come elemento di contrappeso rispetto alle pressioni provenienti da altre aree del mondo calcistico. Il risultato della riunione straordinaria a Rabat potrebbe risultare decisivo per comprendere se il presidente riuscirà a consolidare sufficienti alleanze oppure se l'onda delle critiche continuerà a crescere nei confronti della sua permanenza in carica.

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