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Infantino cerca il supporto del Sud America: sì ai Mondiali 2030 a 64 squadre

13/08/2026
Infantino cerca il supporto del Sud America: sì ai Mondiali 2030 a 64 squadre

Gianni Infantino continua la sua campagna di sensibilizzazione verso il progetto di un Mondiale a 64 squadre nel 2030, cercando il sostegno delle federazioni sudamericane. La spinta del presidente della FIFA verso questa riforma del torneo più importante del calcio mondiale incontra una fase delicata di consultazioni e negoziati con i principali attori del calcio continentale, dove il supporto delle grandi nazioni è strategico per il successo dell'iniziativa.

La riforma dei Mondiali secondo Infantino

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La proposta di allargare il Torneo mondiale fino a 64 partecipanti rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla tradizionale formula a 32 squadre, consolidata ormai da decenni. Infantino vede in questa espansione un'opportunità per democratizzare ulteriormente la competizione, permettendo a più nazioni di partecipare e offrendo maggiori opportunità economiche alle federazioni meno ricche. La nuova struttura comporterebbe modifiche importanti al formato del torneo: con sessantaquattro team in campo, il sistema dei gironi preliminari dovrebbe essere ripensato completamente, passando magari da otto gruppi da otto squadre, mantenendo la formula che consente il proseguimento di sedici formazioni verso gli ottavi di finale.

La visione del numero uno della FIFA affonda le radici in una volontà di inclusione globale, sebbene non manchino critiche sulla sostenibilità organizzativa e sulla logistica necessaria per gestire un evento di tale magnitudine. Tuttavia, Infantino ha dimostrato in passato una notevole capacità di portare avanti le proprie priorità, come testimonia l'espansione già implementata nel 2022 con l'aumento da trentadue a quarantotto squadre per il prossimo torneo in Messico, Canada e Stati Uniti.

Il ruolo cruciale del Sud America

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Le federazioni sudamericane rappresentano un snodo fondamentale nella strategia di Infantino. Il continente che annovera storiche potenze calcistiche come Brasile, Argentina, Uruguay e Colombia possiede una voce influente all'interno degli equilibri internazionali della FIFA. Conquistare il consenso esplicito delle nazioni sudamericane significherebbe sbloccare il sostegno di un'intera macroregione con interessi comuni e una tradizione calcistica radicata.

Il Sud America ha inoltre motivazioni specifiche per appoggiare una riforma di questo tipo: l'allargamento del torneo potrebbe offrire a paesi della regione, anche quelli di tradizione più modesta, concrete possibilità di accesso alla fase finale. Allo stesso tempo, le big sudamericane traggono vantaggio dal consolidamento della loro posizione all'interno di un competizione globale più ampia, dove la loro esperienza e il loro calibro tecnico acquisirebbero ancora più visibilità. La visita e le consultazioni di Infantino in Sud America devono essere lette anche in questa ottica: cercarne l'appoggio per creare un fronte coeso che possa facilitare l'approvazione del progetto nei forum decisionali internazionali.

Le sfide organizzative e logistiche

Un Mondiale con sessantaquattro squadre comporta una serie di complessità non banali. La gestione di un calendario ancora più fitto, la necessità di impianti moderni distribuiti su più territori e la coordinazione logistica di decine di delegazioni rappresentano ostacoli concreti. Le federazioni ospitanti dovrebbero affrontare investimenti infrastrutturali significativi e rischi organizzativi maggiori rispetto alle edizioni precedenti. Queste considerazioni non sono secondarie e influenzano direttamente il giudizio che le confederazioni nazionali esprimono rispetto alla riforma.

Inoltre, la questione dell'equilibrio competitivo merita attenzione: una squadra numero sessantaquattro nel ranking mondiale affronterebbe spesso team vastamente superiori, con il rischio di risultati a senso unico. Tuttavia, anche questa criticità va contestualizzata: il calcio mondiale ha dimostrato più volte che le sorprese e le competizioni aperte, sebbene complesse da gestire, generano fascino e interesse globale.

Prospettive e prossimi passi

La corsa verso l'approvazione definitiva del format a sessantaquattro squadre per il 2030 dipenderà in larga misura dal risultato di queste trattative regionali. Se Infantino riuscirà a consolidare il supporto del Sud America, sarà probabile che anche altre confederazioni continentali seguano, creando una maggioranza favorevole. La decisione finale arriverà nei consessi federali della FIFA, dove il consensus tra i presidenti delle diverse realtà calcistiche risulterà determinante per trasformare una proposta in regolamento ufficiale.

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