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Gregorio Paltrinieri torna nella Senna: “Bere acqua putrida per un’ora e 50′. Il parere degli atleti conta poco”

03/08/2026
Gregorio Paltrinieri torna nella Senna: “Bere acqua putrida per un’ora e 50′. Il parere degli atleti conta poco”

Gregorio Paltrinieri non accetta compromessi sulle condizioni della Senna. Il fuoriclasse del nuoto italiano ha espresso il suo malcontento in merito alle caratteristiche dell'acqua che ospiterà ancora una volta le competizioni di fondo agli Europei di nuoto, replicando la medesima situazione già affrontata due anni addietro.

Le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera sono state particolarmente dirette e critiche. Paltrinieri ha sottolineato come i nuotatori di fondo siano costretti a condizioni estreme durante le gare, descrivendo con lucidità la situazione che gli atleti devono affrontare in vasca aperta quando competono su questa distanza. L'immagine che il campione ha dipinto della situazione non è delle più confortanti, evidenziando come la qualità dell'acqua rappresenti un ostacolo significativo per chi pratica la specialità.

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Particolarmente tagliente è stato il suo commento circa il peso delle opinioni degli atleti nelle decisioni organizzative. Paltrinieri ha messo in discussione il ruolo secondario che la voce dei protagonisti riveste nelle valutazioni relative alla praticabilità e alla sicurezza dell'ambiente di gara. Il campione italiano ha evidenziato come il parere di chi effettivamente scende in acqua e sperimenta sulla propria pelle le criticità ambientali venga sottovalutato nel processo decisionale.

Il fatto che le medesime problematiche affiorino a distanza di due anni dalla precedente edizione dimostra come la questione della Senna rimanga irrisolta nel tempo. Paltrinieri, simbolo della generazione attuale del nuoto italiano, ha deciso di non girare attorno al problema con diplomazia, preferendo una comunicazione schietta e trasparente che rappresentasse le preoccupazioni concrete della comunità natatoria.

Le sue parole riflettono una frustrazione legittima di chi vive in prima persona le criticità di una competizione internazionale, dove le aspettative di eccellenza atletica si scontrano con le limitazioni imposte da fattori ambientali incontrollabili. La situazione della Senna continua dunque a rappresentare un nodo irrisolto nelle competizioni europee di nuoto di fondo, con gli atleti di punta che invocano interventi più decisivi per garantire condizioni ottimali di gara.

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