L'India torna a sognare la Formula 1. Dopo anni di tentativi andati a vuoto, il governo indiano adesso sembra determinato a riportare il Circus nel subcontinente asiatico, e lo fa istituendo una task force ministeriale ad hoc. L'obiettivo è ambizioso: far debuttare un Gran Premio indiano nel calendario mondiale entro il 2028.
A guidare questa iniziativa è il Ministro dello sport, che ha dichiarato fiducia nella possibilità di realizzare il progetto in tempi relativamente brevi rispetto ai standard delle trattative Formula 1. La creazione di una struttura ministeriale dedicata rappresenta un cambio di passo significativo rispetto al passato, trasformando il dossier da una semplice aspirazione a un progetto concreto con risorse e competenze specifiche assegnate.
L'India possiede i numeri per giustificare l'interesse della F1: una popolazione gigantesca, un bacino di appassionati di motorsport in crescita e una classe di imprenditori sempre più ricca e interessata ai grandi eventi internazionali. Il Paese ha già ospitato la Formula 1 in passato, con il Gran Premio dell'India disputatosi a Buddh dal 2011 al 2013, dunque non è del tutto assente dalla storia del campionato mondiale.
Tuttavia, riportare la massima categoria dell'automobilismo nel Paese non è banale. Serve un circuito all'altezza dei moderni standard della F1, infrastrutture adeguate, capacità organizzative consolidate e non ultimo un accordo commerciale con la Formula Management. Quest'ultimo aspetto rappresenta storicamente il nodo più critico, poiché Liberty Media ha stringenti criteri di selezione per i nuovi Gran Premi.
La task force ministeriale avrà il compito di coordinare tutti gli attori coinvolti: dalle autorità locali agli operatori privati che potranno realizzare l'opera infrastrutturale, fino ai negoziatori che dovranno confrontarsi con la proprietà della F1. Riuscire a portare a casa l'accordo entro il 2028 significherebbe inserire il Gran Premio indiano nel calendario mondiale in un lasso di tempo considerato rapido per gli standard della Formula 1.
La mossa rappresenta anche una risposta dell'India ai rivali asiatici come il Vietnam e la Malesia, che negli ultimi anni hanno manifestato interesse per ospitare appuntamenti del Mondiale. Se l'India riuscisse nel suo intento, tornerebbe a consolidare il ruolo di potenza motorsportiva nel continente, riscoprendo una pagina della propria storia agonistica che rimane ancora aperta.