Durante il Fanatics Fest di New York, Novak Djokovic si è trovato di fronte a una domanda che molti appassionati di tennis si pongono: quale versione sarebbe più forte tra il serbo nel suo anno magico del 2015 e l'attuale Jannik Sinner?
Il campione balcanico non ha fornito una risposta articolata. Invece, ha accolto la questione con un sorriso e un gesto delle spalle, quasi a suggerire che la risposta fosse ovvia. "Conosci già la risposta" ha replicato Djokovic, rifiutando di scendere nei dettagli di un confronto diretto tra le due epoche e i due giocatori.
SponsorTgBridgeAutomazione TelegramBridge e automazioni per i tuoi canali e gruppi Telegram.Scopri →Un atteggiamento elegante del fuoriclasse serbo, che in questa maniera ha evitato di mettersi in discussione o di minimizzare il valore straordinario del talento italiano. Allo stesso tempo, però, la breve risposta può essere interpretata come un sottile riconoscimento della superiorità che Djokovic stesso ha dimostrato nel corso della sua carriera, proprio quando ha raggiunto i suoi picchi più alti.
Nel 2015, il serbo aveva dominato il circuito mondiale con una regolarità impressionante, vincendo tre tornei del Grande Slam e consolidando il suo status di numero uno indiscusso. Era un Djokovic in piena forma fisica e mentale, capace di affrontare qualsiasi avversario senza cedimenti.
L'intervento al Fanatics Fest, evento che raccoglie personalità del mondo dello sport e dell'intrattenimento, ha offerto a Djokovic l'occasione per mostrare il suo lato più ironico e scherzoso. Piuttosto che entrare in un'analisi tecnica approfondita, il serbo ha scelto di liquidare la questione con una battuta, lasciando intendere che il confronto non avesse una soluzione semplice o che comunque non avesse voglia di fornirla in quella sede.
La reazione del pubblico presente non è stata resa nota nel dettaglio, ma è plausibile che l'umorismo e la sicurezza di Djokovic abbiano strappato una risata agli spettatori, consapevoli del calibro di entrambi i giocatori in questione. Una risposta tipica di un campione che, pur nella fase discendente della sua straordinaria carriera, mantiene quella sicurezza e quella consapevolezza del proprio valore che lo ha caratterizzato nel corso dei decenni.