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Da Siya Kolisi al futuro c.t. degli All Blacks: quando i campioni del rugby si danno al surf

16/09/2023
Da Siya Kolisi al futuro c.t. degli All Blacks: quando i campioni del rugby si danno al surf

I campioni del rugby scoprono il fascino del surf

Il mondo dello sport internazionale assiste a un curioso fenomeno: alcuni tra i più forti giocatori di rugby stanno abbandonando i campi verdi per cavalcare le onde. Un passaggio che vede protagonisti figure di spicco come Siya Kolisi, leggendario capitano sudafricano, ma anche altre personalità di rilievo destinate a ruoli importanti nel panorama del rugby mondiale.

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Questa tendenza non rappresenta un semplice capriccio di chi ha raggiunto il culmine della carriera agonistica. Si tratta piuttosto di un cambio di prospettiva che accomuna atleti di altissimo livello che, conclusa o in fase di transizione la loro esperienza principale, trovano nel surf una nuova forma di espressione e sfida fisica. Lo sport delle onde offre infatti una dimensione completamente diversa rispetto al rugby: se da una parte c'è la collettività del team, dall'altra emerge l'interazione con la natura e il mare.

Kolisi, che ha guidato gli Springboks verso il successo e rappresenta un'icona mondiale del rugby sudafricano, incarna perfettamente questa ricerca di nuovi stimoli. Anche coloro che si apprestano a ricoprire ruoli cruciali come allenatori delle principali nazionali, come accade per alcuni futuri commissari tecnici degli All Blacks, scelgono di esplorare discipline alternative che permettono di mantenere un legame con lo sport agonistico senza l'impegno totalizzante della competizione ad altissimi livelli.

Il fenomeno rivela come i campioni del rugby, pur avendo dedicato gran parte della loro vita a questa disciplina, mantengono un'apertura mentale verso nuove avventure. Il surf rappresenta un modo per rimanere atleti, per continuare a mettersi in gioco, ma con cadenze diverse e una relazione meno gerarchica con la competizione.

Non è raro che sportivi di tale calibro cerchino continuità attraverso discipline che richiedono comunque dedizione, disciplina e conoscenza del proprio corpo. Il passaggio dal rugby al surf testimonia come l'eccellenza sportiva possa manifestarsi su terreni (o in questo caso, mari) completamente differenti, offrendo ai protagonisti una seconda fase di carriera altrettanto significativa della prima.

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