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Aglaia Pezzato: “L’argento di Ceccon quello che brucia di più. Curtis ha dimostrato di poter fare i 100 dorso in ambito internazionale”

17/08/2026
Aglaia Pezzato: “L’argento di Ceccon quello che brucia di più. Curtis ha dimostrato di poter fare i 100 dorso in ambito internazionale”

Il nuoto italiano chiude i conti con i Campionati Europei e, come sempre accade al termine di una competizione continentale, arriva il momento dell'analisi e del bilancio. A tracciare le linee di un'rassegna che ha portato risultati significativi ma anche delusioni, è Aglaia Pezzato, voce autorevole del settore, intervenuta nell'ultima puntata di Swim Zone, il format dedicato alle vicende natatorie trasmesso su YouTube in collaborazione con OA Sport.

Il bilancio complessivo: previsioni e realtà

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La Pezzato aveva formulato aspettative ben precise prima dell'inizio della manifestazione continentale: sei ori e ventuno medaglie nel comparto del nuoto in corsia. Un pronostico che rispecchiava le ambizioni della squadra azzurra, costruito sulla base dei precedenti risultati e delle condizioni di forma rilevate nelle settimane preparatorie. Alla conclusione delle gare, il bottino totalizzato dal movimento natatorio italiano ha sostanzialmente rispettato quanto preventivato dal punto di vista quantitativo dei titoli continentali, anche se la composizione finale del medagliere ha disegnato una cartografia leggermente diversa da quella inizialmente immaginata.

L'argento di Ceccon: il nodo della delusione

Tra i risultati della rassegna, quello che continua a generare maggior rammarico nell'ambiente è il secondo posto di Thomas Ceccon nei cento dorso. L'atleta veneto, considerato tra i migliori specialisti europei della disciplina, non ha centrato il massimo risultato in una gara dove il successo rappresentava un obiettivo concreto e ragionevole. È proprio questa medaglia d'argento quella che, secondo l'analisi della Pezzato, "brucia di più" nel contesto complessivo della manifestazione: non tanto per il valore della medaglia in sé, quanto per il divario che separa un argento da un oro quando la vittoria era alla portata dell'atleta azzurro. Nel nuoto, dove i margini tra le posizioni sono spesso microscopici, il peso psicologico di una mancata conquista del vertice assume proporzioni ancora maggiori.

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Curtis e la prospettiva internazionale

Un aspetto positivo che emerge dall'analisi della manifestazione riguarda la prestazione di Curtis nel medesimo dorso. L'elemento su cui la Pezzato ha voluto soffermarsi è la capacità dimostrata dal nuotatore di operare validamente nel panorama internazionale su questa specialità. In Europa, i cento dorso rappresentano una delle prove più competitive e densamente popolate di atleti di levatura mondiale, dove le differenze tra i piazzamenti si misurano in centesimi di secondo. Il fatto che Curtis sia riuscito a esprimere un nuoto competitivo in questo contesto è rilevante per la continuità del progetto tecnico italiano nel dorso veloce e offre prospettive per gli appuntamenti futuri.

Analisi tattica e prospettive future

Nel corso dell'intervento nel programma condotto da Michele Cassano e Sofia Altavilla, è emersa una valutazione lucida e non esageratamente trionfale del momento attraversato dal nuoto azzurro. Gli stati generali della competizione, la considerazione dei livelli tecnici raggiunti, le performances sia positive che deludenti: tutti elementi che delineano un quadro in cui le fondamenta rimangono solide, ma dove esistono margini di miglioramento significativi. L'Europa del nuoto rimane un test di difficile lettura, dove le sorprese sono frequenti e le hierarchie possono mutare con una certa rapidità.

La chiusura di questa rassegna continentale lascia dunque uno scenario variegato: accanto alle soddisfazioni derivanti dalle sei medaglie d'oro perseguite con successo, rimangono alcuni insegnamenti amarissimi, come quello legato all'argento di Ceccon. Questi ultimi, però, rappresentano il combustibile motivazionale per lavorare nelle prossime settimane nel tentativo di limare ulteriormente i dettagli e gli aspetti tecnici che in Europa possono fare la differenza. Il movimento deve ora trasformare questa esperienza in spinta per il proseguimento della stagione internazionale.

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